Causa i forti contrasti fra i conti di Pombia ed i Vescovi di Novara, morto Arduino nel 1015, Corrado Il, re d'Italia, nel 1025 donava il comitato Pombiese al Vescovo di Novara; di fatto sembrerebbe, malgrado le successive conferme imperiali, che ai Vescovi novaresi il possesso del comitato pombiese fosse solo formale e non sostanziale (fino al 1413).
Nel 1413 il Duca di Milano Filippo Maria Visconti infeudava Pombia a Ermes Lancellotto Visconti.
Nel 1469 venne poi devoluto ed infeudato da Galeazzo Maria Sforza a Martino Paolo Nibbia. Successivamente i Nibbia alienavano, nel 1628, metà del feudo pombiese a Camillo Caccia. Luigi Nibbia nel 1685 vendeva l'altra metà feudo sempre alla famiglia Caccia; nel 1699 l'intero feudo passa per successione a Pietro Antonio Ferrero.ll figlio Gerolamo nel 1711 otteneva da Carlo VI l'erezione del feudo in marchesato, titolo che si spense nel 1776 con la morte del marchese Federico, senza discendenti.
I Sormani, eredi dei Ferrero cedettero, nel 1786, parte del feudo pombiese a Gio Batta Simonetta a cui succedettero i figli Francesco e Luigi, quest'ultimo nonno materno della contessa Bollini Teresa Mocenigo Soranzo.