Search   You are here:  Storia  
Posta Elettronica Certificata (PEC) Riduci

Trasparenza Riduci

Albo Pretorio

Comune di Pombia  Piazza Martiri della Libertà n 1  C.a.p. 28050  Tel. 0321.95333 - 0321.921580 - Fax. 0321.95396 -

L'abitato di Pombia è compreso in quella parte di territorio desi gnato come "Civiltà di Golasecca" di probabile estrazione Celtica. I Leponzi si stanziarono fin dal 20 millennio a.c., nell'alta valle del Ticino e nell'Ossola ed in generale entro l'area delimitata dalla Svizzera al Po e dal Sesia all' Adda .Ai Leponzi si sovrapposero gli Insubri con l'invasione Celtica avvenuta sul finire del V° secolo a.c. nel novarese nel milanese. In età romana Pombia, sul finire del IV secolo, divenne sede di Municipio romano ed è ricordata quale "Civitas" dall' Anonimo Ravennate. Quasi certamente fu pure sede di Pieve sul finire del V° secolo. Con i Longobardi è titolata quale "Jud&igraveciaria Plumblense", per cui non è del tutto errato ritenerla sede di ducato, o quanto meno gastaldato regio con diritto a battere moneta, le tremissi.

In epoca Carolingia, Pombia diventa uno dei comitati della Marca d'lvrea: nell'841 è già sede di visconte Franco laico e nell'885 di Arcidiacono e Vicedomino della Chiesa di Novara. Le carte del 911-915 confermano Pombia quale sede comitale che, probabilmente, aveva incorporato anche Novara dall'inizio del IX secolo e sino al finire del X secolo. Nel 962 compaiono i primi Conti di Pombia poi di Biandrate (1040) con quali il comitato pombiese assurgerà a grande rilevanza politica ed economica. Questi Conti dalla seconda metà del X secolo e fino all'inizio del XIII secolo ebbero nella storia di Novara e di Milano somma importanza sia al tempo di Arduino, re d'Italia, figlio di Dadone Marchese in Italia e Conte di Pombia, sia con Guido il "Grande" di Biandrate durante l'età di Federico I° di Svevia il "Barbarossa".

Causa i forti contrasti fra i conti di Pombia ed i Vescovi di Novara, morto Arduino nel 1015, Corrado Il, re d'Italia, nel 1025 donava il comitato Pombiese al Vescovo di Novara; di fatto sembrerebbe, malgrado le successive conferme imperiali, che ai Vescovi novaresi il possesso del comitato pombiese fosse solo formale e non sostanziale (fino al 1413).

Nel 1413 il Duca di Milano Filippo Maria Visconti infeudava Pombia a Ermes Lancellotto Visconti.

Nel 1469 venne poi devoluto ed infeudato da Galeazzo Maria Sforza a Martino Paolo Nibbia. Successivamente i Nibbia alienavano, nel 1628, metà del feudo pombiese a Camillo Caccia. Luigi Nibbia nel 1685 vendeva l'altra metà feudo sempre alla famiglia Caccia; nel 1699 l'intero feudo passa per successione a Pietro Antonio Ferrero.ll figlio Gerolamo nel 1711 otteneva da Carlo VI l'erezione del feudo in marchesato, titolo che si spense nel 1776 con la morte del marchese Federico, senza discendenti.

I Sormani, eredi dei Ferrero cedettero, nel 1786, parte del feudo pombiese a Gio Batta Simonetta a cui succedettero i figli Francesco e Luigi, quest'ultimo nonno materno della contessa Bollini Teresa Mocenigo Soranzo.

 

 

I documenti presenti in queste sezioni sono visibili in formato PDF, Word, Excel o Autocad e necessitano di Acrobat Reader o dei relativi viewer per essere visualizzati. E' possibile scaricare gratuitamente il programma Acrobat Reader o i visualizzatori Word, Excel o Autocad mediante i link sottostanti.

                       

Comune di Pombia  Piazza Martiri della Libertà n 1  C.a.p. 28050  Tel. 0321.95333 - 0321.921580 - Fax. 0321.95396 - P.iva  00315110031

Home:L'amministrazione Informa:Servizi Utili:Ufficio Tecnico:Ufficio Polizia Municipale:Ufficio Ragioneria:Ufficio Servizi Demografi:Ufficio Segreteria
Copyright (c) Condizioni d'Uso Dichiarazione per la Privacy